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Gli ostacoli del cuore

Gli ostacoli del cuore

La pazienza che ti soccorre nel dolore

The Greatest

 

Yawn. Buongiorno.

Sì, è sabato, e io mi sono svegliata tardi: privilegi del week end! Ieri sera poi l’aperitivo si è trasformato in mega cena e finale ovviamente tutti a casa mia.

Al gruppettino di sole ragazze si sono uniti alcuni nostri amici uomini e siamo diventati una comitiva. Eravamo stufe di chiacchiere da donne (lo so, strano ma vero…) e così ci siamo trovate con i ragazzi e dopo una passeggiata per le vie del centro a me è venuta un’idea: vediamoci un film da me!!

Perché nessuno si è sorpreso? Hey, ho una SFIDA da onorare. E forse si è sparsa la voce. Insomma, ho amici comprensivi, all’incirca.

Hemmm sì, tra gli altri, c’era anche lui, IL mio amico…

Vabè, comunque hanno accettato tutti volentieri (anche perché sanno che in frigo c’è sempre qualche scorta di pop corn e altre sfiziosità nella credenza: magari manca l’essenziale, ma i comfort per guardarsi un bel film non mi sfuggono mai!!).

Siamo entrati dunque in casa a baraonda, chi ridendo, chi parlando a volume proibitivo per i vicini, l’atmosfera era a dir poco spensierata e se n’è accorto anche il povero Gengis:

“Presto, tigre, nasconditi sotto il letto, che qui è la giungla!!”.

E così mi hanno semplicemente invaso la casa, occupandola a piacere in ogni singolo centimetro: mancava gente a conversare nella vasca da bagno, per il resto non si respirava neanche più. Se conti che ci sono ancora un bel po’ di scatoloni in giro e un disordine cosmico senza precedenti…

E nessuno che si sia offerto di aiutarmi, eh! Li capisco però: era venerdì sera per tutti, avevamo solo voglia di rilassarci un po’. In effetti, non so bene come, ci siamo disposti tutti di fronte alla tv, chi sul divano, chi per terra, chi sulle sedie trasportate dalla cucina, chi sulle scatole del trasloco messe una sull’altra e piene di libri e DVD. Per un attimo li ho guardati tutti: è bello avere amici così, che non si fanno problemi a usare i tuoi scatoloni come poltroncine da cinema. 

Hemmm sì, ma che film vediamo?

A quel punto: il delirio. Non so quanti eravamo, ma provaci tu a mettere d’accordo tutta quella gente… chi aveva già visto un certo film, chi non sopportava quel certo attore, chi si era già addormentato di brutto (giuro!), chi proponeva film d’autore austrofrancesi sottotitolati in aramaicocinese (indovinato: il mio amico… he he). Insomma: alla fine abbiamo – anzi HO – scelto Gli ostacoli del cuore.

Dai non fare quella faccia: dopo Bugiardo bugiardo, mi sembrava anche giusto tornare alla piena drammaticità, avevo voglia di emozioni forti.

Lo ammetto: il film ti spezza atrocemente il cuore. Però c’è un cast notevole, Pierce Brosnan in ottima forma e la sublime Susan Sarandon (una delle mie attrici preferite). E la trama è fittissima e ricca di spunti. Bè, sì, davvero molto triste per certi versi, però… non intendo certo toglierti la sorpresa neanche questa volta.

Comunque, la storia è questa: Bennet ha 18 anni e la sera in cui corona per la prima volta il suo sogno d’amore con la bella Rose, soccombe in un incidente stradale. Muore. Ma, inaspettatamente, Rose è rimasta incinta proprio quella notte.

Noooooooooooooooooooo.

Ero così: ç_ç (faccina-delle-lacrime). Il mio amico invece… sparito.

Mi sono guardata intorno, ed eravamo rimaste in due sul divano: Sveva, la mia carissima amica e intenditrice di cose sentimentali, e io. Più Marco che russava in un angolo, abbracciando teneramente la copertina di lana.

E il mio amico dunque? Mi assento un attimo, lasciando Sveva a singhiozzare ed eccolo lì. Accovacciato come un esploratore nella foresta amazzonica che tenta di comunicare con Gengis nascosto sotto il letto.

“Il film è stupendo!” Si è subito giustificato… “Solo che sentivo la mancanza di Gengis Khan e volevo stanarlo dal suo nascondiglio!”

Cosa vuoi dire a uno così? Se non “spooooosaaaaaamiiii”. Scherzo, eh!

Comunque, tornando al film. Rose è incinta e, con molte difficoltà, inizia a frequentare la famiglia di Bennet. La madre del ragazzo però si mostra subito molto, molto ostile; anche per ragioni sue personali ingarbugliatissime. Al punto che Rose, all’ottavo mese di gravidanza, decide di scappare di casa (dove i suoceri la ospitano). Un’amica di lei sa che la ragazza tutti i giorni torna nel luogo dell’incidente di Bennet, e così la famiglia la cerca proprio lì, trovandola. A quel punto succede qualcosa. Ma non te lo dico, naturalmente, perché il finale è davvero importante e ti sorprenderà.

Il mio amico mi ha asciugato una lacrima, mentre tutti erano mezzi addormentati o si erano sparpagliati in cucina sgranocchiando gli ultimi pistacchi rimasti in credenza (ops, devo ricordarmi di fare la spesa…).

Vorrei aggiungere solo una cosa: questo film è davvero interessante. Un po’ ci scherzo su, perché è drammatico, molto da Cri etc. etc. Ma credimi, l’interpretazione degli attori (tutti bravissimi, anche i più giovani) è davvero intensa e toccante. E c’è sempre l’amore, in tutte le sue forme possibili.

Fattore Tempo Box?
5/6 Si piange. Sì. Si piange parecchio. Ci si contorce di dolore, a essere precisi. Però mai perdere le speranze… e non ti dico altro.

La scena più commovente? Bè, sarò sincera, quella del funerale del ragazzo. Ma anche quando Susan Sarandon piange da sola in macchina. E quando sfiora la pancia della giovane nuora.

La scena che ti cattura? Il primo incontro tra i due ragazzi. Il tenero gioco di sguardi tra due diciottenni, niente di più niente di meno.

Questo film è da voto: Ombretto a fiumi

Sull'Autore

momo.cri

Giovane, semplice e spensierata. Amo i film e amo le nuvole. La mia droga, sana e naturale, sono le grandi storie di amore...

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