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Million Dollar Baby

Million Dollar Baby

Ci sono storie che fanno piangere più dei pugni

million dollar baby

“Rischiare tutto per realizzare un sogno che nessuno vede tranne te”*.

Ok. Se ti riconosci anche tu nella frase qui sopra, guarda questo film.

Eh, sì, il rientro dopo la piccola vacanza mi ha resa ancora più combattiva sulla mia sfida: un film al giorno, un’emozione a film. Ieri sera allora, dopo il pic nic, ho messo su questo dvd.

In particolare, questa sarà un’esperienza decisiva e struggente, ti colpirà dritto al cuore in tutti i sensi e ti commuoverà fino (ovvio, ormai lo sai!) alle lacrime. Eppure, ti avverto che, al tempo stesso, questo film ti lascerà dentro un’energia nuova e la determinazione a non arrenderti mai di fronte a nulla per realizzare i tuoi desideri.

Ah, come sono saggia oggi! Sarà che è martedì, e sono in modalità: stringere i denti e anche i pugni per affrontare a testa alta la settimana?

Comunque, dicevo: mi raccomando, però, non farti scoraggiare dalla prima scena. Un combattimento feroce tra due pugili dalla massa corporea diciamo: il triplo della mia e della tua messe insieme? Forse il quadruplo. Ecco, non fare però l’errore di rinunciare. Perché è proprio a quel punto che arriva lei.

Digressione: ho visto questo film ieri sera in un momento di pieno sconforto. Ti avevo detto che ero avanti col trasloco? Bene: mi rimangio tutto. Credevo di esserlo. Ma poi mi sono accorta che la cucina riservava sorprese inesplorate… In una parola: tutte le mega pulizie globali, quelle in profondità, che ho sempre rimandato “alla prossima Pasqua”, eccole lì, ancora da fare!!

Ma torniamo a lei: Maggie Fitzgerald. Quando appare nella penombra, non so perché, Gengis mi ha guardata. Forse voleva dirmi: “hey, guarda un po’: quella sei tu”.
“Perché Gengis? Perché è una tosta?”. “E vuole a tutti i costi farsi allenare da Frankie Dunn, alias Clint Eastwood?” In tal caso, sono d’accordo…

Il problema è che lui invece, ex pugile ora allenatore le risponde:

“Io non alleno ragazze” E: “ragazzina: tosta non basta!”. Ma Maggie ha bisogno di un maestro, e nulla la potrà fermare.

Va bene: io qui stavo già piangendo, e non eravamo neanche a metà film. Gengis, nel frattempo, è sceso dal divano a fare un giretto tra le scatole. Lui tra quelle del trasloco, io immersa in quella delle emozioni…

Piangevo per tutte quelle volte in cui anche io mi sono sentita così: il desiderio di riuscire in una cosa e il rifiuto netto dall’altra parte: “sei solo una ragazzina” oppure: “tu non ce la farai mai”. A chi di voi è capitato?

E poi, finalmente succede qualcosa. Verso i 40 minuti o poco prima: destro-sinistro, destro-sinistro: Frankie inizia a darle dei consigli. Lei si illumina. Poi di nuovo: “io non alleno ragazze”.

Ennò. No. No e NO. Ecco: io mi sono alzata dal divano, arrabbiata: come una scema ho chiamato Gengis: lui era di là che fissava l’oblò della lavatrice. à?”.

Ma quando alla fine, durante un combattimento, lui riesce a dire: “sì, lei è il mio pugile”, bè, lì mi sono avvolta completamente nella mia coperta e ho esultato, sempre piangendo, felice.

A volte basta davvero una parola, una frase ben detta al momento giusto, per cambiare una vita intera.

*Questa frase la pronuncia la voce narrante del film.

Fattore Tempo Box?
6 Molte lacrime, moltissimo trucco sciolto e pugni tirati nel vuoto.

La scena più commovente? Eh, quando Maggie è in ospedale.

La scena che ti cattura? Quando Frankie accetta di allenarla!

Questo film è da voto: Tracce di trucco sulle scarpe

Sull'Autore

momo.cri

Giovane, semplice e spensierata. Amo i film e amo le nuvole. La mia droga, sana e naturale, sono le grandi storie di amore...

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